Due facce della stessa medaglia

Un vecchio con un bastone cammina allegro per le vie della città. Ruota il suo bastone avanti e di lato, in alto e in basso, fendendo l’aria e sentendosi il re della strada. Per diverso tempo si diverte in questo modo pavoneggiandosi nel vedere che i passanti scappano alla sua vista, finché s’imbatte in un giovane fiero e coraggioso. “Signore”, dice costui, “per piacere, stia attento con quel bastone! Mi ha sfiorato il naso e quasi accecato un occhio!” Il vecchio, gonfio di orgoglio e arroganza, gli risponde. “Attento un corno! Sono libero di fare quello che mi pare e piace!” e incalza: “Poi, chi sei tu per dirmi quello che devo fare?! È il mio diritto di andare in giro e di fare quello che voglio!” Il giovane si ferma e ribatte con fermezza. “Lei ha ragione signore. È libero di fare ciò che vuole… ma la sua libertà finisce là dove comincia il mio naso”.

Questa breve parabola, parafrasi delle parole di Martin Luther King, che disse “la mia libertà finisce dove comincia la vostra”, mette l’accento su un valore basilare, cardine dell’educazione civica ed essenziale in qualsiasi relazione umana: il valore del rispetto.

Il rispetto è tra i valori umani più importanti; verso gli altri, le cose che ci circondano e se stessi! Rispetto verso la vita tutta! Fare parte della società non può prescindere dal rispetto. Implica legami e rapporti comunitari perché noi abbiamo bisogno della società quanto lei di noi. Noi ce ne serviamo, mentre lei, per mantenere un ordine e offrire le prestazioni necessarie all’adempimento dei diritti dei suoi cittadini, “consolidarne la coesione interna, al fine di rafforzare la libertà e la democrazia, l’indipendenza e la pace, in uno spirito di solidarietà e di apertura al mondo”1 ha bisogno della partecipazione di tutti.

“Libertà va cercando, ch'è sì cara”, canta Dante nel suo pellegrinare alla ricerca della pace e della libertà, quella vera che ci affranca dai vizi e dall’egoismo che incatenano l’uomo a se stesso. Una ricerca a tutto tondo che non può non tenere in conto anche il rispetto perché “si è liberi quando si usa la propria libertà con consapevolezza, commisurandola in rapporto al benessere di tutti, perché, “i nostri diritti sono il dovere di qualcun altro.” (Norberto Bobbio, 1909-2004, filosofo, giurista, storico e senatore a vita italiano).

Il rispetto della libertà reciproca e dei diritti dei cittadini incarnano un ideale e un principio. Se un’ideale nasce da una visione a cui aspirare di sommo bene, un principio pone le basi di norme etiche e morali al fine di raggiungere il nostro ideale. I diritti umani rappresentano l’asse portante di molte costituzioni, e, ispirano le leggi dello Stato in questione. Diritti che vediamo crescere, man mano che la nostra cultura abbraccia nuove realtà e ideali, e nuova coscienza etica.

Non bisogna però dimenticare, soprattutto se si affronta il tema dell’educazione civica con i più giovani, che i temi di libertà, rispetto e diritti hanno una controparte fatto di libertà, rispetto e doveri. Questa formulazione non ha alcuna valenza di monito o rimprovero; è un semplice dato di fatto. Basta vedere che se abbiamo diritto all’educazione, alla sanità, ad una efficiente rete sociale, (tra i mille esempi che si potrebbero fare) e poiché questi comportano dei costi, abbiamo il dovere in quanto cittadini di contribuire alla loro manutenzione. Se abbiamo la libertà di pensiero, abbiamo il dovere di dare spazio alla libertà di pensiero altrui; se siamo liberi di essere “noi stessi, e di fare ciò che vogliamo”, abbiamo il dovere di permettere che gli altri siano liberi anch’essi di fare le proprie di scelte. Ma soprattutto, come ci racconta la nostra storia, abbiamo il mutuo dovere di non superare il limite di ciò che potremo chiamare “libertà condivisa”, e che bisogna avere cura e riguardo per chi ci sta vicino affinché il nostro piacere non diventi per qualcun altro un dispiacere, un’offesa o un’umiliazione; le nostre scelte non si trasformino in una prevaricazione, o “la soluzione del mio problema non diventi problema per qualcun altro”. Una moneta ha due facce, entrambi necessari per darne il giusto valore. Allo stesso modo diritti e doveri vanno mano nella mano e uno non può esistere senza l’altro, così anche “libertà e rispetto”.

Ecco che diventa indispensabile promuovere, soprattutto in un contesto educativo, i valori umani, per sensibilizzarci sul senso e l’importanza degli stessi, e regolare le relazioni con gli altri, perché “senza leggi etiche ci sarebbe il branco, e non la società” (Margherita Hack). Solo una presa di coscienza delle fondamenta dell’umanità, e dell’essenza comune di ogni cosa nel creato, può far fiorire una società capace di rispecchiare il senso stesso del suo nome… che deriva dal latino societas, e dal sostantivo socius cioè "compagno, amico, alleato". Una società di amici? Che bello che sarebbe! Amici sempre attenti l’uno all’altro, pronti a camminare insieme seguendo i passi della reciprocità, e i grandi valori “win-win” che la vera amicizia rappresenta.

Suzanne Palermo
Scrittrice, Illustratrice ed Educatrice ai Valori Umani

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La storia di Cecio

Redazione

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