Progetti Ponte – La forza del triangolo

Il bambino è un essere completo, capace di sviluppare energie creative e dotato di attitudini morali innate, che l’adulto ha appiattito rendendole inattive1.

I triangoli sono tra le forme geometriche più forti, spesso usati in ingegneria nella costruzione di palazzi, ponti e tetti. Unendosi tra di loro essi creano una struttura reticolata in grado di sostenere pesi, distribuendoli in modo uniforme. La costruzione acquista così forza, stabilità, efficacia ed efficienza, necessari per fare il proprio lavoro di supporto.

Questa immagine ci dà lo spunto per vedere in che modo la società sia una forma di reticolato fatto di organismi e sistemi che coabitano e collaborano per suddividere ruoli e spartire “pesi e vantaggi”. Tra i sistemi più importanti vi è il partenariato “genitori-educatori”, e se aggiungiamo “Il bambino” quale terzo partner, si ottiene una “relazione a triangolo”, imprescindibile per la società. Se il rapporto tra i tre è coeso e gli obbiettivi da raggiungere sono comuni, il risultato sarà di supporto reciproco, con distribuzione di compiti e responsabilità. In questa luce, famiglia, scuola e giovane creano tanti triangoli che posizionati nel reticolato dell’“ingegneria sociale”, ne diventano il supporto per eccellenza.

Il “triplo partenariato” è fondamentale per la società, ragion per cui andrebbe rafforzato. Se potessimo farlo disegnando dei percorsi educativi con taglio valoriale, potremmo aiutare l’adulto a migliorare la sua adesione ai valori e, per riflesso, offrire maggiore coerenza al bambino. Un siffatto circuito educativo sarebbe un sostegno enorme per questo triangolo sociale, che potrebbe crescere in efficacia educativa e soprattutto forza morale!

Siamo convinti che ciò sia possibile, e che sulla base di questa tesi potrebbero nascere dei progetti ponte pensati per facilitare e migliorare il dialogo e lo scambio di esperienza tra le generazioni.

L’uso del racconto e della citazione come ponte tra casa e scuola

Tra i primi passi verso la costruzione di un triplo partenariato più forte, proponiamo un uso condiviso del racconto e della citazione. Raccontare, o leggere insieme, le storie usate a scuola anche in ambito famigliare, e viceversa, porterebbe degli immensi benefici.

Nella prossima pagina leggeremo una storia ispirata alla vita di Gandhi, adattata allo scopo di questo approfondimento per enfatizzare il senso e l’efficacia della proposta. Si potrà vedere come una sola storia ben scelta può dare vita a svariati temi educativi e scolastici e fungere da asse portante a molteplici piani di lezione. Il primo obiettivo rimane quello di destare l’interesse negli studenti, e ciò dipende da come “noi” viviamo e raccontiamo la storia. Ma la nostra passione non basta, la storia deve piacere anche a loro. Spetta all’educatore e al genitore di cogliere la “nota” che emette il proprio figlio e ciascun studente, e comprendere meglio la sensibilità sulla quale far leva. Considerando che l’obiettivo è di creare un vissuto “casa-scuola” vibrante e intenso, si potrebbe invitare i genitori a partecipare nella raccolta di storie e citazioni, pertinenti al contesto del percorso educativo.

I seguenti punti sono da considerare di esempio come, una volta letta la storia con i ragazzi, si potrà

  1. elaborare il testo con una discussione in classe,
  2. fare delle ricerche per approfondire i temi che la storia suggerisce. Oltre a creare singole lezioni di approfondimento, una variante potrebbe essere di suddividere gli studenti in sottogruppi, ognuno dei quali potrebbe approfondire un tema da presentare infine a tutta la classe.

I temi identificati potrebbero essere:

  1. La vita e la storia di Gandhi – ciò comporterebbe un approfondimento storico sull’espansione coloniale britannica e il movimento dell’Indipendenza dell’India.
  2. I Valori Umani. (Verità, Rettitudine, Amore, Nonviolenza... sono dei Valori Umani universali – l’invito sarebbe di approfondirne il senso e l’applicazione).
  3. Il percorso potrebbe estendersi verso argomenti quali: la libertà, i diritti umani, l’educazione civica... oppure essere un’occasione per fare delle riflessioni personali, e promuovere l’auto-ascolto (“Io dico la verità?”).
  4. Allo stesso modo si potrebbe coadiuvare il percorso con storie aggiuntive, come Pinocchio, (che anche i più grandi possono leggere nella sua versione originale con commenti a piè di pagina), in cui il Grillo Parlante, metafora della Coscienza (riflesso della Verità Interiore), insegna a riflettere e ascoltare il proprio cuore prima di agire.
  5. Parallelamente a tutto ciò si potrebbe invitare i ragazzi a fare una ricerca per identificare altri personaggi-modelli di eccellenza.
  6. La citazione di Gandhi richiederebbe, infine, un’esamina per elaborare temi relativi alla “causa base” di conflitti, e al Valore della Pace, visto a svariati livelli.

I genitori, coinvolti sin dall’inizio nel percorso, saranno invitati ad approfondire a loro volta il senso dei temi trattati, in famiglia o in riunioni tra genitori. Così facendo, essi non solo conosceranno il percorso di studio dei figli ma ne faranno parte, (premessa di un dialogo costruttivo su temi importanti che vanno ben oltre “la classe”). I Valori Umani riguardano infatti la nostra vita di tutti i giorni e sono le “chiavi del buon vivere”. Essi sono la “base del nostro ponte” – ciò che unisce i nostri passi portandoci più vicini gli uni agli altri.

Suzanne Palermo
Illustratrice, Scrittrice ed Educatrice ai Valori Umani

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1 Maria Montessori

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