DIO e la Scienza

 “Poca scienza allontana da Dio, molta scienza avvicina a Dio”.
Louis Pasteur


Dio e la Scienza sono i due termini di una questione divenuta sempre più importante e stringente per i filosofi e gli scienziati contemporanei.

Il dialogo tra un filosofo, Jean Guitton, allievo di Henri Bergson e due scienziati, i fratelli Grichka e Igor Bogdanov, ha dato vita al libro che porta il titolo di questo breve articolo.

Antichi filosofi, come Platone e Aristotele, ritenevano che la filosofia della Natura avesse origine dallo stupore dinanzi alla potenza, talvolta terribile, e alla bellezza della Natura; del resto, ogni aspetto della realtà trovava spazio nella Filosofia (etimologicamente: Amore del sapere).

L’enciclopedia del sapere comprendeva Logica, Psicologia o teoria dell’anima, Fisica, Metafisica (dopo la Fisica etimologicamente), Etica, Politica…

Antichissimi testi sacri come i Veda, la Bibbia, come i frammenti dei testi filosofici, a partire dal VII sec. A.C., si sono posti la stessa domanda: “Qual è la causa del mondo in cui l’essere umano vive e quali sono gli elementi e i principi che lo costituiscono?”

Religione e Filosofia hanno dato, nel tempo, risposte diverse al problema, con approcci, talvolta, simili: la verità intorno alla Natura sembra rivelata o ispirata da una Sapienza sacra.

La figura leggendaria di Pitagora (VI-V sec. A.C.) ne è un esempio. Fu venerato come un dio dai suoi discepoli e considerato discendente da Apollo; egli fondò una scuola di tipo religioso-politico, nella quale i discepoli praticavano il celibato, il vegetarianismo e la comunione dei beni, secondo testimonianze tardive, visto che non lasciò scritti. L’aura religiosa che lo accompagnava si potrebbe attribuire all’origine divina del sapere umano: una rivelazione da ricevere in assoluto silenzio…

Il problema della Causa Prima è fondamentale nella Metafisica di Aristotele: ciò dimostra che sia con la speculazione razionale, sia con lo spirito religioso, pensiamo al racconto della creazione nel libro della Genesi, il rapporto Uomo, Dio, Natura è di importanza basilare anche per comprendere chi siamo.

La domanda: tutto ciò che sperimentiamo all’esterno e all’interno di noi è frutto del Caso o di un’Intelligenza creatrice e regolatrice di quanto ci circonda?

Il Cosmo è frutto di un gioco casuale di atomi e molecole vaganti? E noi quale significato troviamo nell’esistenza umana? Qual è la meta o fine del travaglio breve di una vita?

Sono domande espresse o inespresse che l’Uomo si pone in ogni epoca e cultura.

In questo libro, il dialogo, come si usava frequentemente nell’insegnamento socratico, tra i tre interlocutori, si dipana sulla base delle conoscenze di fisica quantistica e matematiche.

L’esistenza di un Creatore cancella il Caso, ma quale scopo c’è nella creazione? E se c’è, come i dialoganti ammettono, riusciamo a trovarlo nel contrasto tra ordine e disordine, tra organizzazione del tutto e l’entropia, considerata inevitabile?

Due citazioni, nella prefazione di Giulio Giorello, lanciano la sfida tra due posizioni contrapposte che si confrontano:

“È vero che Dio si estende tanto quanto il vuoto, ma Egli, essendo uno spirito e penetrando tutta la materia, non può costituire un ostacolo al movimento della materia; non più che se niente fosse al suo posto”. I. NEWTON, Certain Philosophical Questions, Of Motion

“L’antica alleanza è infranta; l’uomo finalmente sa di essere solo nell’immensità dell’Universo da cui è emerso per caso”. É la conclusione del biologo Monod nel libro Il caso e la necessità (1970).

La posizione contraria a questa è di Jean Guitton, filosofo cattolico di formazione tomistica, ed essa trova riscontro negli argomenti matematico-fisici dei Bogdanov.

Prendendo in esame la rivoluzione scientifica del XVII secolo, che studia i fenomeni naturali nella loro dimensione meccanica, quantificabile e calcolabile, decifrabile con linguaggio matematico-geometrico, quindi logico, sicuramente utile per conoscere il macrocosmo, ma non l’infinitamente piccolo, ne viene riconosciuta l’importanza rispetto all’esoterismo, la magia e il metodo poco razionale dei secoli precedenti.

Il sapere scientifico tra XX sec. e inizi del XXI secolo mostra i primi passi di un sapere metalogico rivoluzionario che sfiora il mistero. Ci sono dei limiti alla conoscenza e nell’ambito fisico questi limiti furono definiti da Max Planck (1900).

La più piccola quantità di energia, di separazione tra due oggetti, di tempo sono stati i limiti definiti dal fisico citato.

È talmente bassa la probabilità che il mondo che conosciamo derivi dal caso, da essere matematicamente nulla.

“E quello che è straordinario è che, al primissimo momento della Creazione, in questo universo dalle altissime energie, in cui non esistevano ancora interazioni differenziate, l’universo avrebbe avuto una simmetria perfetta… la sfera infuocata composta di quark, di elettroni e di fotoni ha conosciuto la fase di espansione, l’universo si è raffreddato e la simmetria perfetta si è istantaneamente spezzata”.

La vita è potuta sorgere proprio da questa imperfezione. La fisica degli ultimi decenni ha potuto portare alla luce la perfezione che è all’origine dell’universo: un oceano di energia infinita. L’autore Jean Guitton lo chiama l’Essere senza somigliante.

Ester Campoli
Prof.ssa Filosofia e Educatrice ai Valori Umani

Ester Campoli

Insegnante

Sito web: www.saivivere.it
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