Scienza e Fede: un dialogo a distanza

Scienza e Fede sembrano due posizioni inconciliabili da tempo. Il clima diffuso di entusiasmo, che coinvolge buona parte delle persone nei paesi occidentali, il mito di un progresso, in cui pochi vedono i risvolti negativi sulla natura e sull’uomo, sembra un’inarrestabile corsa al possesso di nuovi strumenti tecnologici non sempre indispensabili. Anzi, la categoria del superfluo diviene una costante della nostra esistenza. D’altra parte, sembra che avendo la scienza superato tutti i problemi, non ci sia più posto per la fede, quindi, la visione diffusa è che tutto è possibile alla scienza e che dobbiamo essere grati a coloro che con la ricerca scientifica e la tecnica ci rendono la vita più semplice e comoda.

L’antica sapienza procedeva diversamente: conoscenza e fede sono una sola via per capire il mondo e noi stessi. Presso tutte le culture del passato, la spiegazione del visibile richiama l’invisibile: una molteplicità di divinità presiede a governare il mondo e la vita umana. Pensiamo, ad esempio, al pantheon greco e a quello latino, che ne è una copia. Nella filosofia, che è, etimologicamente, amore del sapere, uno dei primi filosofi che conosciamo, Parmenide di Elea, oggi Velia in Campania, non disdegna messaggeri divini per essere accompagnato alla porta della Verità. L’Essere uno, eterno, infinito, indivisibile, identico a sé stesso ha i caratteri che noi potremmo attribuire a Dio. Platone, su questa base, afferma che il mondo transeunte, cangiante, perituro, molteplice è illusorio, semplice copia del mondo delle forme o idee, che hanno tutte le caratteristiche dell’Essere parmenideo sopra menzionate. In un salto cronologico, i santi della chiesa come S. Agostino si confrontarono con la filosofia e seppero dare risposte, fondate anche sulla fede e non solo sulla ragione, alle domande perenni della vita umana: Chi sono io? Qual è il mistero della nascita del mondo e nel mondo? Quale scopo ha la nostra esistenza? Consideriamo Giordano Bruno, monaco domenicano, che nella sua riflessione filosofica aveva affermato l’immanenza del Dio unico nella realtà materiale e l’infinità dei mondi. Il panteismo, affermato con molta convinzione da questo frate estremamente coraggioso, fu la causa della sua condanna al rogo nel 1600. La sua riabilitazione fu molto tardiva: oggi Giordano Bruno viene considerato un martire del libero pensiero, pur senza aver abbandonato la sua fede in Dio.

Molti scienziati e filosofi sono stati credenti, un esempio dei più recenti sono Albert Einstein e Antonino Zichichi. Una lunga schiera di filosofi, matematici e fisici sono stati credenti. Con il cristianesimo, nelle università medievali e fino all’Ottocento, le facoltà di Teologia e Filosofia erano collegate. S. Tommaso d’Aquino affermava: Philosophia ancilla Theologiae, cioè la prima è ausilio o al servizio della seconda.

Nel XX secolo, non solo il confronto scienza e fede è stato molto presente nella nostra cultura, ma è stato il lievito di dibattiti a volte tesi, a volte concilianti. Il materialismo dialettico non è riuscito a estirpare, come credeva, la fede dal cuore umano.

Il tramonto della metafisica, purtroppo, ha coinvolto anche la nostra capacità di guardare in noi stessi con le nostre domande sul nostro mistero esistenziale. Su questi aspetti essenziali della riflessione umana, il metodo scientifico dell’esperienza sensoriale, fondato sulla misura dei fenomeni, pur con strumenti una volta impensabili, può indagare, ma senza risposte convincenti! L’introspezione non è solo metodo psicologico, ma è anche “contatto” con la nostra imponderabile coscienza, fonte di valori innati e universali. Fratellanza, dignità di ogni essere umano, rispetto della diversità, che non deve essere uniformata, perché esprime la ricchezza della creazione di cui siamo parte intelligente e responsabile, sono i valori unificanti, sia di una visione laica che religiosa.

Tutte le religioni professano i Valori etici tipicamente umani, che non dovrebbero avere nessuna espressione di fanatismo: Scienza e Fede dovrebbero tendere ad evitare ogni forma di “indottrinamento”.

 

Ester Campoli

Ester Campoli

Insegnante

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