Il silenzio, un cammino verso il Sé - seconda parte
Dire "attraverso il silenzio Egli è realizzato" non è corretto, perché la Conoscenza Suprema non giunge "attraverso" nulla: la Conoscenza Suprema rivela solo Se Stessa. (1)
Il Silenzio delle Emozioni
Il silenzio emotivo si riferisce a uno stato in cui una persona riesce a placare il flusso caotico delle proprie emozioni, osservandole senza esserne travolta, o a un momento di quiete interiore in cui l’attività emotiva si riduce o si armonizza. Il silenzio emotivo non è repressione, né freddezza. È la capacità di sentire pienamente senza una reazione automatica, senza identificarsi con l’onda emotiva. È una forma di pace emozionale che nasce dall’ascolto profondo. Raggiungere questo stato non è facile e diversi ostacoli interni ed esterni possono impedirlo.
Ostacoli al silenzio emotivo
Reazioni impulsive (ira, gelosia, difesa)
Molte persone si identificano con ciò che provano (es. “sono arrabbiato” anziché “sto provando rabbia”), impedendo una distanza emotiva necessaria per il silenzio.
Paura del vuoto emotivo
Il silenzio emotivo può essere percepito come vuoto, noia o perdita di identità. Questo spaventa molte persone, che inconsciamente preferiscono il disordine emotivo a un’apparente assenza di stimoli.
Alcune paure inconsce associate al silenzio: “Se sto in silenzio, verrà fuori qualcosa che non voglio sentire.” “Se smetto di sentire, smetterò di esistere.”
Emozioni non elaborate che agiscono dall’inconscio
Come Traumi passati e ferite emotive irrisolte che se non elaborati, continuano a manifestarsi sotto forma di ansia, rabbia o tristezza cronica, rendendo impossibile uno stato di quiete.
Attaccamento al dramma
Alcune persone si sentono “vive” solo quando provano emozioni forti, anche negative. Questo crea una dipendenza dal conflitto, dal caos emotivo o dalla sofferenza, che ostacola la ricerca della calma interiore.
Come coltivare il silenzio emotivo
Osservazione delle emozioni senza giudizio e accoglienza profonda. Quando emerge un’emozione, non dobbiamo fuggire. Restiamo presenti senza analizzarla. Respiriamo e chiediamoci: Dove sento questa emozione nel corpo?
Distacco consapevole. Le emozioni vengono e vanno. Lasciamo che si esprimano, ma in uno spazio sacro e contenuto in cui le emozioni non dominano né vengono negate: noi non siamo la rabbia, la tristezza, l’ansia; siamo lo spazio che le contiene.
Benefici Emotivi
Il silenzio crea uno spazio per osservare le emozioni senza identificarcisi. Questo riduce la reattività, favorisce la centratura e dona una maggiore stabilità emotiva perché le emozioni represse emergono, si integrano e si dissolvono con naturalezza. Dal silenzio nasce una qualità più pura di ascolto: impariamo ad accogliere noi stessi e l’altro senza giudizio. Questo sviluppa empatia e presenza.
Il silenzio spirituale
Il silenzio spirituale è il terreno su cui fioriscono forme di preghiera contemplativa, meditazione, o semplicemente la comunione interiore con il mistero della vita.
Coltivare il silenzio spirituale significa imparare a essere presenti in modo semplice, senza dover "fare" o "ottenere" qualcosa. È una forma di abbandono fiducioso.
Benefici Spirituali
Nel silenzio interiore si fa spazio la voce del Sé. È il terreno ideale per la contemplazione, l'introspezione e la realizzazione spirituale, come connessione con il Sé superiore (Atman). Tutto ciò che è egoico si dissolve nel silenzio, lasciando spazio alla Pura Coscienza. Il silenzio non è assenza, ma presenza intensa e non-duale. È il portale verso il “Nulla” pieno di vita, da cui nasce la vera conoscenza.
Il vero silenzio non è uno stato vuoto, ma uno stato pieno di presenza, di attenzione senza sforzo, di coscienza viva, un “ritiro in sé” dove la pace emerge spontaneamente.
Ricordiamoci che la mente e le emozioni sono come un lago agitato dal vento. Quando il vento si placa, l’acqua si fa immobile. Allora possiamo vedere il fondo: la nostra vera Natura. Quando la mente tace, ciò che siamo veramente comincia a brillare.
Modalità di pratica:
Meditazione formale: Sedersi in un luogo tranquillo, focalizzando l'attenzione sul respiro o su un oggetto specifico, osservando i pensieri senza giudicarli e lasciandoli andare, favorisce l'emergere del silenzio interiore.
Attività quotidiane consapevoli: Svolgere azioni quotidiane come camminare, cucinare o ascoltare, mantenendo una piena presenza nel momento, aiuta a coltivare il silenzio anche nella routine giornaliera.
Incorporare la pratica del silenzio nella propria vita quotidiana può portare a una maggiore armonia interiore, una migliore gestione delle emozioni e una comprensione più profonda della propria Essenza.
Cercate il contatto con la vostra coscienza interiore, nel silenzio che vi create acquietando i sensi e controllando la mente.
In quel silenzio potrete udire una voce; la vostra condotta sarà la migliore prova d’aver udito quella voce.
L’ albero è sostenuto ed alimentato dalle radici che sprofondano nel silenzio della terra; così, se le vostre radici giungono nel profondo del silenzio della vostra coscienza interiore, la vostra fioritura spirituale, è certa. (2)
Vivere questa condizione di silenzio non significa chiudersi in se stessi, né isolarsi dal mondo. Significa invece uscire dalla soggettività della mente per entrare nella purezza luminosa della Luce Divina. Significa ritrovare se stessi e dare risposte alle tante domande… Questa condizione consente di giungere al Nucleo reale e ritrovare la propria Identità più intima e vera… Ed è nell'esperienza del silenzio che diveniamo ricercatori dell'Infinito. (3)
Carla Gabbani
Insegnante di yoga e formatrice
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Parole di Anandamayi Ma
Sathya Sai, dai Pensieri del giorno
Giancarlo Barbadoro, La meditazione e l'esperienza del Vuoto