Il silenzio, un cammino verso il Sé - seconda parte
Dire "attraverso il silenzio Egli è realizzato" non è corretto, perché la Conoscenza Suprema non giunge "attraverso" nulla: la Conoscenza Suprema rivela solo Se Stessa. (1)
Dire "attraverso il silenzio Egli è realizzato" non è corretto, perché la Conoscenza Suprema non giunge "attraverso" nulla: la Conoscenza Suprema rivela solo Se Stessa. (1)
Innanzitutto, vorrei partire da dati scientifici che ci facciano comprendere cosa accade nel cervello dei nostri giovani. In passato si pensava che l’adolescenza interessasse i ragazzi dai 12 (circa) ai 17-18 anni. Oggi, proprio studiando ciò che avviene nel cervello dell’uomo che non ha completato il suo normale sviluppo, si sa che l’adolescenza dura fino ai 22-23 anni.
Un aspetto fondamentale dell’intelligenza di ogni persona è la capacità di riconoscere e gestire le proprie emozioni, in altre parole quella che viene definita “intelligenza emotiva”.
Oggi vorrei parlare della rabbia perché ci sono persone che reagiscono arrabbiandosi a tutto. Nella grande tradizione yogica dello yoga che ha studiato queste cose attraverso l'esperienza millenaria e quindi prima ancora che nascesse la moderna psicologia e psichiatria la rabbia assieme anche la paura stessa viene considerata un demone interno della mente cioè un qualche cosa che ci fa soffrire.
Il ritratto, è una raffigurazione, eseguita con minuzia, attraverso l’osservazione del viso di una persona, un disegno quindi, che riproduce le sembianze del volto.
Dedicandoci alla visione dell’altro, impariamo a conoscere noi stessi e a guardare con il cuore. L’intima connessione con l’espressione artistica, si può avere con l’osservazione del volto e il suo disegno, facilitando il lavoro creativo, che andiamo a compiere.
Una volta che siamo presenti a noi stessi, indirizzeremo la nostra attenzione, verso la persona da ritrarre e alla nostra attività, con gentilezza, avvicinandoci al processo figurato, dove rappresenteremo, la nostra interpretazione del volto.