La Pace interiore

Realizzando veramente Lui... si raggiunge la suprema Pace.(1)

Gesù disse, "Venite a me, perché il mio giogo è confortevole e il mio dominio è gentile, e troverete la vostra pace." (2)

La Pace è la nostra vera natura, una realtà interiore che è sempre disponibile, ma, nonostante questo, continuiamo a cercarla all’esterno nel raggiungimento degli obiettivi, nelle ricchezze, nelle cose materiali e ci illudiamo che quando li avremo raggiunti andrà tutto bene e troveremo la felicità che sogniamo da sempre.

Purtroppo però quando raggiungiamo le mete desiderate, nuovi desideri si impossessano nuovamente di noi e così entriamo in un circolo vizioso che ci tormenta di continuo. Se l’infelicità nasce dall’allontanamento dalla nostra vera natura, che è Pace, allora dobbiamo invertire la rotta: da tormentosa ricerca di completezza nei valori esteriori, alla ricerca di ciò che siamo.

Dovete sforzarvi di capire la vostra vera natura e sperimentare la Pace. Non essendo consapevole del fatto che la Pace è interiore, l'uomo la cerca al di fuori di sé.  Non potete sperimentare la Pace nel mondo esterno. Ovunque andiate, troverete solo inquietudine ed agitazione. La Pace a cui aspirate si trova in abbondanza in voi. In verità, il Principio Divino in voi è l'incarnazione della Pace. Dimenticando questa realtà, cercate una Pace non duratura nel mondo esteriore.  Smettete di cercare la Pace al di fuori, volgetevi all'interno di voi stessi e sperimentate la Pace, che è la vostra vera forma. (3)

La Pace è la conseguenza diretta dell'emancipazione da qualsiasi sostegno, del discernimento tra Reale e non reale e della non-identificazione con qualsiasi entità del mondo duale, della riscoperta dell'Atma in se stessi.

La Pace è il rivelarsi e lo sbocciare del vostro Sé. Questo è ciò che si chiama 'autoconsapevolezza' La consapevolezza di non essere il corpo, di non essere la mente né l'intelletto, ma di essere il Sé, è Pace! "Io sono la Consapevolezza" è Pace. Non si tratta semplicemente di assenza di rabbia, di tensione o preoccupazioni. Lo sbocciare della Consapevolezza è Pace. La piena Consapevolezza del Sé è Pace. (4)

E’ uno stato di serena imperturbabilità, caratterizzato dall'assenza delle frenetiche onde-pensiero (vritti) generate dalla mente.

La mancanza di paura, la fine della sofferenza, la consapevolezza e la Pace permanente dipendono dal controllo sulla propria mente. (5)

E’ armonia fra tutti gli elementi che costituiscono l’uomo, è equilibrio sia emotivo che mentale, è felicità, fiducia e forza interiore ed è indipendente dalle condizioni e circostanze esterne.

Felice quando è in piedi, felice quando è seduto, felice quando dorme, felice quando si muove; felice quando parla e quando tace, felice quando mangia e quando digiuna: questa è la vita di colui che ha trovato la pace.

Quegli che ha trovato dimora nella sua intima vera natura non incontra infelicità nella sua vita di ogni giorno come accade invece alla gente che abita questo mondo, egli rimane indisturbato come un grande lago, libero da ogni fastidio. (6)

La Pace non è qualcosa di scontato, ma richiede un impegno quotidiano e attento, si acquisisce attraverso un corretto addestramento ed è una conquista che una volta raggiunta, deve essere ben difesa. Colui che ha conseguito questa Pace è estremamente equanime, equilibrato, centrato, moderato e, grazie a questa sua centratura, riesce a vivere con perfetta concentrazione e serenità nel qui e ora.

La pace è ovunque per il saggio che vive ogni cosa accada, che va ovunque gli aggrada, e si addormenta lì dove lo coglie il tramonto. (7)

Per “educarci” alla Pace interiore (e-ducere, tirare fuori), la chiave fondamentale è la costante contemplazione di Dio.

Non esiste felicità più grande dello sperimentare la Pace della mente. La Pace mentale può essere ottenuta solo tramite la costante contemplazione di Dio. Non è una cosa, questa, che si possa comprare al mercato. È solo tramite la costante contemplazione di Dio che le preoccupazioni mentali possono essere superate. Questa è l'esperienza della gente di ogni parte del mondo. Solo la contemplazione del Signore può essere apportatrice di Pace mentale e di felicità. Queste cose non si possono acquisire con nessun altro mezzo. (8)


Carla Gabbani
Insegnante di Yoga e formatrice

 

(1) Svetasvatara Up., IV.15
(2) Vangelo di Tommaso,v.90
(3) Sathya Sai, Discorso, 'Solo Dio può conferire l'Amore e la Pace'
(4) A. Kumar, Satsang sulla Pace
(5) Guadapala, Commento alla Mandukya Up.,-III.40
(6) Ashtavakra Gita, cap. XVIII
(7) Ashtavakra Gita, cap. XVIII
(8) Sathya Sai, Discorso, 23/08/2004

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Pezzi o Pace?

Tutti desiderano la pace, ma non sarà mai il mondo esteriore ad assicurarla. L’accumulazione di ricchezza e potere non possono conferire la pace. La pace può solo scaturire dalla fonte di pace che si trova all’interno.(1)

Sathya Sai era risoluto quando, durante un suo discorso, esclamava; “Not pieces, but peace!” (Non pezzi, ma pace!). Giocando con le parole, “Piece e Peace”, che in Inglese si pronunciano allo stesso modo ma che hanno due significati diversi, racchiudeva, e svelava, l’intima essenza della pace. “Piece” vuol dire pezzo, frammento, porzione, mentre “Peace” significa, appunto, pace. La genialità di questo gioco di parole sta però nel fatto che il singolare di “pieces”, “piece”, nel suono identico a “peace”, equivale ad “un pezzo”. Di conseguenza “Not pieces, but peace!”, si legge anche “Non pezzi, ma ‘un pezzo!”, un monito che ci ricorda di non farci confondere dalla molteplicità, ma di cercare l’Unità.

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Una Vita felice all'insegna dei Valori Umani - II parte

Esiste un’unità inscindibile tra Felicità e Virtù. Nell’Etica Nicomachea di Aristotele la felicità è identificata nella ricerca della Verità o Sapienza. L’anima razionale, che è una caratteristica solo umana, è sede del summum bonum o felicità, frutto di una ricerca del Vero che raggiunge la soglia del Divino.

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Una vita felice all'insegna dei Valori Umani - I Parte


L'Universo, con tutta la manifestazione è retto da leggi matematiche di ordine, di ritmo e di armonia.
Sin dai tempi più antichi, l’uomo ha cercato di esprimere la perfezione che sentiva più o meno consciamente dentro di sé, anche all’esterno, attraverso un rapporto armonico chiamato sezione aurea (o proporzione divina). Una sola defezione dall'ordine, una sola disarmonia e abbiamo creato, insieme al disordine, la malattia e il dolore. Quindi, se il dolore nasce dal nostro essere disarmonici, la felicità risiede nell’armonia interiore, che si riflette all’esterno come unità di pensiero, parola ed azione:

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