Riscaldamento globale

Con riscaldamento globale si intende la tendenza all’innalzamento della temperatura superficiale della Terra con riferimento all’atmosfera e alle acque dei mari. Questo comporta un cambiamento del clima del nostro Pianeta.

Il clima cambia per cause naturali ed è sempre cambiato; basti pensare alle varie glaciazioni e alle fasi interglaciali o alle cosiddette piccole ere glaciali come quella che va dal XVI al XIX secolo dove i porti olandesi o il fiume Tamigi erano soliti ghiacciarsi in inverno. Questi fenomeni sono avvenuti quasi sempre con ritmi dilatati nel tempo ed hanno permesso alle diverse specie viventi di adattarsi al cambiamento del clima.

A partire dagli inizi del Novecento, con la crescita delle attività industriali, abbiamo assistito ad un costante ed esponenziale aumento della anidride carbonica che, assieme al metano, al vapore acqueo, all’ossido di azoto e ai gas fluorurati, costituiscono i principali gas serra e che servono a trattenere parte del calore del Sole e che permettono la vita sulla Terra.

L’ aumento del biossido di carbonio e della temperatura dell’atmosfera e delle acque degli oceani si sta verificando però in modo assai rapido con gravi conseguenze per gli ecosistemi.

Gran parte degli esperti e scienziati sono concordi nel ritenere che a causare questo innalzamento delle temperature siano le attività dell’uomo, in particolare:

l’uso dei combustibili fossili (carbone, petrolio e derivati, gas)
la deforestazione nelle aree tropicali; gli alberi nel loro processo di crescita assorbono CO2 dall’atmosfera immagazzinandola nella parte legnosa e liberando ossigeno.
allevamento industriale del bestiame; bovini ed ovini producono grandi quantità di metano durante il processo di digestione.

L’orso polare

L’orso polare è uno degli esseri viventi che più risente del riscaldamento globale poiché vive in aree dove l’aumento delle temperature medie è più sensibile e gli effetti che ne derivano sono più preoccupanti.

È il più grande carnivoro terrestre del nostro Pianeta. Gli orsi trascorrono la maggior parte del loro tempo sulla banchisa polare ma sono anche abili nuotatori. Gli esemplari adulti maschi possono raggiungere i 3 metri di lunghezza ed un peso di 700 kg; le femmine pesano mediamente tra i 150 e i 250 kg. Nonostante le dimensioni sono animali agili e sulla terra ferma possono raggiungere di corsa i 40 km/h. Hanno denti affilatissimi e canini molto grandi; le impronte delle loro zampe hanno un diametro di 30 cm.

Ma vediamo da vicino in che modo i cambiamenti climatici interferiscono con la vita dell’orso polare.

Riduzione delle superfici ghiacciate: gli orsi sono costretti a vivere in territori sempre più ridotti e poco adatti alle loro esigenze.

Spostamenti pericolosi: gli spostamenti stanno diventando sempre più insidiosi e difficili. I lastroni di ghiaccio sono spesso molto distanti tra loro e l’orso, pur essendo un buon nuotatore, è costretto a trascorrere molto tempo in acqua.

Difficoltà a reperire il cibo: l’animale è costretto a lunghi mesi di digiuno e conseguente scarso accumulo di grasso, necessario per vivere in Artico. La ricerca di cibo li spinge verso i territori abitati dall’uomo e che inevitabilmente li espone al rischio di venire uccisi e che crea comunque problemi alle comunità umane.

Denutrizione: se gli orsi sono denutriti diminuisce la loro capacità di riproduzione e le femmine hanno difficoltà a fornire il necessario nutrimento ai cuccioli. Va da sé che molti cuccioli non sopravvivono alle difficoltà del clima artico.

Inquinamento: l’inquinamento dei mari e degli habitat polari costituisce un grave pericolo per questi grandi animali. Molte sostanze tossiche si accumulano nei loro corpi attraverso la catena alimentare, minando la loro salute.

Video: L’Orso polare è in pericolo di estinzione?

https://www.youtube.com/watch?v=F5PKYX-pnK4

Il riscaldamento globale ha conseguenze prima di tutto ambientali, ma anche economiche e sociali:

Desertificazione dovuta ad un aumento della temperatura media globale; potrebbero verificarsi siccità ed ondate di caldo alle medie latitudini.
Scioglimento dei ghiacciai montani e delle calotte polari con conseguente innalzamento dei livelli dei mari; riduzione delle disponibilità di acqua potabile ed estinzione di animali che vivono in questi ambienti.
Riscaldamento e acidificazione degli oceani con gravi danni per le barriere coralline.
Tropicalizzazione del Mediterraneo con migrazione di pesci e alghe dal Mar Rosso e con grave danno per gli ecosistemi esistenti.
Cambiamenti nella circolazione atmosferica con fenomeni sempre più intensi che potrebbero causare alluvioni, siccità, ondate di caldo e di gelo con forti ripercussioni sulle attività agricole.
Secondo le previsioni del modello climatico adottato dalle Nazioni Unite (IPCC), stante gli attuali ritmi di crescita della CO2, la temperatura media superficiale del Pianeta potrebbe innalzarsi di circa 1,1- 6,4 gradi durante il XXI secolo, se non verranno poste in atto soluzioni per contrastare il riscaldamento globale. Un aumento di 2 gradi rispetto alla temperatura preindustriale viene considerata dagli scienziati la soglia oltre la quale potrebbero verificarsi mutamenti ambientali potenzialmente catastrofici a livello mondiale.
Ognuno di noi può dare un contributo per ridurre le emissioni di CO2 e contrastare il riscaldamento globale; di seguito un elenco di azioni possibili. Puoi confrontarti con i compagni e individuare dei comportamenti che potete mettere in atto:

  1. Mettere un coperchio sulle pentole quando si cucina.
  2. Fare la doccia invece del bagno.
  3. Riciclare i rifiuti di casa.
  4. Produrre meno rifiuti.
  5. Piantare un albero.
  6. Acquistare alimenti prodotti localmente.
  7. Consumare cibo biologico. I terreni coltivati in modo organico catturano e trattengono molta più CO2 rispetto alle coltivazioni industriali.
  8. Mangiare meno carne; il metano è il secondo gas serra per quantità e le mucche sono tra le più grandi produttrici di metano.
  9. Usare la bicicletta quando possibile.
  10. Controllare che in inverno la temperatura non superi i 18-20 gradi.

 

Redazione

Progetto Sai Vivere

Sito web: www.saivivere.it

Video