Gli Elementi

GLI ELEMENTI: La base della vita: onoriamoli!

Un storia racconta di due amici astronomi. Uno dei due era ateo, l’altro credente. Un giorno l’ateo visitò il laboratorio dell’amico. Appeso al soffitto c’era un magnifico modellino del sistema solare.

“Chi ha costruito questa meraviglia?” domandò. “Nessuno”. Rispose secco il suo amico. “È un ottimo modello.” Riprese il visitatore. “Dimmi chi l’ha fatto!” - “Ti dico nessuno”. Replicò l’amico. “Ma va!” Disse l’ateo, senza nascondere una certa irritazione. “Come può un modello meccanico così preciso crearsi da solo?”. La risposta non si fece attendere: “Se, come tu dici, l’universo intero non ha bisogno di un creatore ma può funzionare senza alcun agente e ha potuto originarsi da sé, sarai d’accordo che anche questo modellino si possa essere costruito da solo!”.

Per creare un dipinto servono degli strumenti fondamentali, quali tela, pennelli e colori; per cucinare una torta degli ingredienti di base, come farina, burro, latte e zucchero. Allo stesso modo, una forza primaria intelligente ha ben pensato di creare tutto ciò che esiste usando cinque quintessenze: aria, acqua, terra, fuoco ed etere. Sembra impossibile eppure questi pochi, ma basilari elementi, si combinano all’infinito, creando forme, colore, suoni, sapori e odori. Ogni aspetto della natura ne è intriso e tutto ciò che fa parte della nostra vita ci rimanda a loro, a partire dal cibo che mangiamo. Va da sé, quindi, che i cinque elementi vivono anche in noi!

Empedocle (filosofo presocratico, ca. 450 a.C.) ha detto che gli elementi sono le radici di tutte le cose, immutabili ed eterne. Hanno un’energia e una densità propria e una diversa vibrazione. In parole povere, l’etere è lo spazio in cui tutto si muove; è un contenitore sottilissimo e senza confini ed in esso si propaga il suono. L’aria è più pesante dell’etere, la sentiamo quando si muove e quando grandi masse d’aria circolano rapidamente generano una frizione. Da una frizione può nascere anche il fuoco che illumina e rende visibile le cose, mentre il calore nell’aria crea vapore e condensa dando origine all’acqua che ci disseta, e che mantiene ogni cosa in vita. L’elemento più pesante, perché in esso sono presenti tutti gli altri, è la terra, avvincente per ognuno dei nostri sensi.

Se esploriamo un po’ più a fondo, scopriremo che l’elemento terra forma i nostri tessuti, le ossa, i denti e persino la struttura delle cellule, mentre l’acqua, che costituisce il 60-65% del peso corporeo, il sangue e i fluidi vitali. Il fuoco si manifesta nel nostro sistema digestivo, è lì che calore e acidità creano la giusta combustione. L’aria che viaggia dentro e fuori di noi, si muove anche su e giù nella rete sistemica del nostro corpo stabilizzando la temperatura e conferendo vitalità, mentre tra gli spazi e gli interstizi del nostro organismo troviamo “la colla” dell’etere.

È impressionante realizzare la perfezione degli elementi che si autoregolano secondo un’armonia intrinseca sia all’interno sia all’esterno di noi. Purtroppo, però, non sono del tutto immutabili ed eterni… Offesi da ripetute violazioni che ne disturbano il buon funzionamento, si alterano fino al punto da provocare sbalzi e squilibri naturali, a scapito nostro e dell’intero pianeta. Di fatto, se vogliamo che lieviti bene il nostro ciambellone, gli ingredienti vanno pesati e misurati rispettando proporzioni e misure. Se vogliamo fare del nostro dipinto un’opera d’arte bisogna soppesare le forme e i colori, per raggiungere i giusti toni, bilanciare la tensione del quadro ed esprimere un sentimento o un pensiero con maestria. Se perdiamo l’attenzione verso il “giusto agire”, il ciambellone si sgonfierà ed anche il nostro dipinto non varcherà mai i luoghi della memoria. Come in alto, così in basso, dice la legge dell’analogia.

Per fortuna gli elementi sono incredibilmente resistenti e Madre Terra è dotata di enorme resilienza… finché gli errori e i soprusi del genere umano non diventino persino per lei troppi da gestire. Nel frattempo, gli elementi soffrono e si corrompono, perdendo la loro purezza, offuscando la loro parte essenziale e divina. E se s’inquina l’aria, l’acqua, la terra e l’etere, se il sole brucia perché la naturale barriera di cui il pianeta è dotato è pieno di buchi … anche la nostra mente sarà inquinata, l’organismo avvelenato e l’anima, duole dirlo, giacerà sepolta sotto un velo di polveri fini. Risultato? Pensieri, parole e azioni saranno negativizzati, e le nostre scelte saranno condizionate e private di ciò che abbiamo di più caro: la nostra umanità.

Incoraggiare i bambini a vivere la natura e aiutarli a scoprire che, riflessi l’uno nell’altro, vi sono un macrocosmo e un microcosmo che esistono in parallelo; a rispettare il pianeta, con tutte le sue creature animali e umane, ed i cinque elementi che ne sono alla base, potrebbe essere la chiave di volta. Il ravvicinamento alla natura promuoverebbe un senso di profonda unità con la vita, nel senso più ampio della parola, con la conseguente realizzazione che “non posso ferire nulla, perché ferirei me stesso”.

E cosa fare nell’immediato? Usare i nostri sensi per guardare, ascoltare e sentire veramente; per andare oltre la molteplicità delle forme che ci circondano impedendoci di vedere ciò che conta, per andare oltre il rumore cacofonico delle onde che riempiono l’etere rendendo il nostro ascolto sordo e ovattato.

Solo così ci accorgeremo che il nostro pianeta non è un modellino, sebbene abbia in comune quel “filo” a cui sono appesi i pianeti della nostra storia introduttiva… Non è neppure un gioco di società virtuale o un puzzle a cui manca solo qualche pezzo. È una cosa vera, un organismo vivente dalla meccanica perfetta, ma che manda segnali di guasto perché da tutte le parti fa acqua. Oltre a coltivare un atteggiamento sostenibile, grazie agli accorgimenti che conosciamo ma che dovremmo mettere in pratica con maggiore alacrità, gli elementi stessi ci dicono cosa fare: ripristinare il senso del sacro “del filo d’erba, del sasso, dell’acqua e della terra”, e in special modo di loro stessi: le vitali quintessenze. In tal modo avremo la capacità di rivoluzionare il nostro vissuto non ribellandoci al cambiamento, ma facendolo “nostro” affinché la sua energia trasformatrice possa purificarci. A poco a poco il nostro approccio alla vita diverrà più sensibile e spirituale, e più naturale, perché saremo dotati di una rinnovata coscienza d’identità con il Tutto.

“…e mi trovai in cima alla più alta delle montagne e sotto di me vidi il Cerchio del mondo. In quel luogo vidi più di quel che posso raccontare e capii più di quel che vedevo, perché vedevo in maniera sacra la forma di tutte le cose così come debbono vivere insieme come un unico essere.” Alce Nero

Suzanne Palermo
Scrittrice, Illustratrice ed Educatrice ai Valori Umani

 

 

 

 

 

Redazione

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