L’Uno e i Molti

L’aforisma vedico per cui esiste o meglio E’, l’UNO senza Secondo, percorre sia la filosofia antica orientale che occidentale. In questa, filosofi come Parmenide, Eraclito, Platone si muovono nell’ambito di quel pensiero affermante la realtà dell’Unità originaria e sostanziale, che solo apparentemente ammette la molteplicità.

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L’uomo e la natura

La visione orientale ed occidentale

Le diverse tradizioni religiose riconoscono da sempre che non è possibile una vera salvaguardia della Natura ignorando la dimensione metafisica e spirituale del mondo e, di conseguenza, la crisi ecologica che il nostro pianeta sta vivendo non è sanabile soltanto con soluzioni tecniche e nuove strategie economiche, ma è necessario ripensare l’uomo nel suo rapporto con il creato, affinché ritrovi l’equilibrio con se stesso e con l’intero cosmo.

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Lo Spazio della Libertà

…Libertà va cercando, ch’è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta. (1)

La libertà è per l’Uomo ciò che l’aria è per gli uccelli, l’acqua per i pesci, e la terra per le innumerevoli specie che vi camminano. Umanità compresa.

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Dall’irreale al Reale - La meditazione advaita

Chi vuole veramente cercare la serenità e la gioia di essere, deve ritrovare se stesso, afferrare la sua più profonda natura e ardentemente realizzarla. Tutto questo non implica abbandonare il mondo, rifiutare la vita, contrapporsi alla sfera delle cose periture, ma semplicemente comprendere ciò che si è, risolvendo ciò che non si è. (1)

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Andare oltre le differenze

La testimonianza del filosofo Voltaire sulla tolleranza.

La Riforma di Martin Lutero, nel 1517, divise su due fronti opposti i cattolici e i protestanti e diede luogo ad una serie di guerre cruente con devastazioni di territori e di popolazioni, in vari stati europei. Gli odi non si sopirono completamente, perché troppo grandi erano stati i lutti e le sofferenze, che i due schieramenti si erano vicendevolmente inflitti.

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Chi sono io?

Dalla più remota antichità ad oggi il richiamo di conoscere chi siamo veramente si ripercuote di generazione in generazione e non vi è civiltà che non abbia lasciato simili accenni.
“Realizza te stesso” (1)
“Sei la misura di tutte le cose” (2)
“Impara a diventar ciò che tu sei” (3)
“Conosci te stesso” (4)
“Nessuno può conoscere Dio se non ha prima conosciuto se stesso” (5)
“Che io ti conosca, Dio, e mi conosca” (6)
“Uomo conosci te stesso, poiché il più grande dei tesori è seppellito dentro di te” (7)

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Un'etica per i nostri tempi

Riflettendo sul potere della tecnologia nelle mani dell’uomo paragonato ad un Prometeo scatenato, cioè svincolato da ogni ragionevole limite, il filosofo tedesco Hans Jonas (1903-1993) ne mette in luce i rischi. Nella storia precedente che noi conosciamo, la capacità dell’uomo di intervenire con il suo agire sulla Natura non è mai stata così grande: un surplus di potenza.

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Il viaggio interiore e il risveglio della Consapevolezza

Tu non se né la terra, né l'acqua, né il fuoco, né l'aria, né l'etere. Per [conquistare] la Liberazione conosci te stesso come sostanziale consapevolezza, il testimone delle cinque sostanze. Solo se resterai stabilmente nella consapevolezza, vedendoti ben distinto dal corpo, fin da subito diventerai felice, pacificato e libero da tutti i legami. [1]

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EDUCARE: l’esempio del Maestro Socrate

Un insegnante dovrebbe essere come un istruttore di Educazione fisica: deve dare la dimostrazione pratica degli esercizi che gli alunni dovranno eseguire. Quindi deve dedicarsi con amore e devozione alla sua attività ed essere per i suoi studenti un vero esempio. Allora le lezioni resteranno impresse nel cuore degli allievi. La sincerità e la devozione non devono venir meno negli insegnanti. [1]

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Educare: l’educazione integrale

In questi giorni il mondo sta muovendosi lungo strade alquanto strane. In ogni campo, fisico, morale, spirituale e materiale, l’inquinamento cresce giorno dopo giorno.  Il nostro modo di vedere le cose è piuttosto ambiguo verso il modo in cui il mondo si sta muovendo. Siamo contemporaneamente divertiti e tristi di questo stato di cose. [1]

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Spiritualità e quotidianità

Qual è il rapporto tra la spiritualità e la vita quotidiana, ovvero tra la dimensione orizzontale e la dimensione verticale dell’esistenza? Prima o poi ogni ricercatore spirituale si pone questa domanda, perché da una parte vive la quotidianità con tutti i suoi stimoli positivi e negativi provenienti dai diversi ambienti in cui vive (famiglia, lavoro, tempo libero) e dall’altra la spiritualità come un breve spazio/tempo dedicato al Divino. Ma, continuando a considerare questi due aspetti in maniera separata, il ricercatore si accorge che ha una certa difficoltà a innestare nel quotidiano gli insegnamenti dei Maestri. Allora, cosa fare?

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Cuore e Mente chiara

Spesso possediamo molte cose materiali ma non abbiamo la pace mentale e la felicità.

La pace non si trova all’esterno ed è una merce rara che non si acquista col denaro.

L’inquinamento dei nostri pensieri provoca l’attuale mancanza di pace.

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La spiritualità nel nuovo millennio

Il principio spirituale più importante che si ritrova nei testi sacri (Chandogya Upanishad) più importanti della cultura indiana è il “Tat Tvam Asi”, “Tu sei Quello” (in Sanscrito: तत् त्वम् असि or तत्त्वमसि). Questa Verità fondamentale si ritrova in diversi campi del sapere sviluppati anche in occidente. Primo fra tutti la fisica quantistica. Tu sei Quello, Quello è Uno. Noi tutti siamo Uno.

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