Approfondiamo i 5 elementi: acqua
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L’acqua è uno degli elementi fondamentali sulla Terra, assieme a terra, fuoco, aria e spazio. Ogni parte di questo pianeta contiene in maniera diversa questi 5 elementi che combinandosi tra loro in modo diverso creano la grandissima varietà di materia, inerte e vivente. Qui vi propongo degli spunti che potrete approfondire autonomamente, che pur non esaurendo l’argomento, possono darvene un...sorso!
Il pianeta Terra visto dallo spazio è di colore blu, a causa dell’acqua che ricopre il 70 % della superficie terrestre, eppure l’acqua rappresenta solo lo 0.2% della massa del pianeta: la troviamo principalmente negli oceani (96,5%). Contiene sali quando è negli oceani, ma è priva di sali, cioè è equivalente all’acqua distillata, quando evapora; il suo scorrere sulla terra la carica dei sali contenuti in essa, dandole caratteristiche diverse a seconda del luogo che la accoglie. Il corpo umano è composto in media dal 55 al 65% di acqua, di più nel neonato, di meno nell’anziano. L’acqua dolce, che ci sembra molta, è pochissima rispetto al totale, solo il 3%, e più della metà non è direttamente disponibile: questo ci dovrebbe fare riflettere sulla sua preziosità e sulla necessità di non sprecarla.
Questo elemento è fondamentale per la vita, si può coltivare le piante in acqua senza terra ma non in terra senza acqua! Anche se è formata solo da 2 atomi combinati tra loro, idrogeno ed ossigeno, riesce ad esprimere proprietà straordinarie: è l'unico elemento presente in natura che può assumere tre stati fondamentali, cioè solido, liquido e gassoso. I passaggi di stato nell’acqua dipendono da come le molecole sono legate tra di loro, completamente libere quando è nuvola, nebbia, vapore, con legami parziali se è liquida, in strutture geometriche simili a quelle dei cristalli quando è brina e ghiaccio.
L’acqua ha la capacità di assorbire informazioni e trattenerle, per diffonderle poi in vari modi. L’acqua liquida si muove con la musica e si può vedere facilmente come reagisce:
https://youtu.be/0jZvfTqrZNM?si=jtOcbuUKcyiJqKgF
Proprio questa caratteristica ha dato spazio alle ricerche del professor Masaru Emoto, che ha fotografato i cristalli di ghiaccio ricavati da acqua precedentemente esposta a parole e musiche diverse. I cristalli risultavano tanto più regolari e complessi tanto più il suono a cui era esposta l’acqua era armonico e positivo: qui vediamo il professor Emoto e i cristalli creati dalla sinfonia di Mozart, la canzone Imagine di John Lennon, le parole pace e grazie, le parole sei d’intralcio, sei disgustoso, e la musica heavy metal.
Un’altra applicazione collaudata ed importante della capacità dell’acqua di immagazzinare informazioni è stata la scoperta del dottor Samuel Hanemann. Nel periodo tra fine 700 e inizio 800, disgustato dai salassi e purghe con cui si curavano le malattie al tempo, sviluppò un metodo tuttora usato largamente, anche se non universalmente condiviso: l’omeopatia. Il principio che la guida è la presenza di un agente fisico disciolto e diluito in acqua così tanto da essere presente solo come informazione, che quando ingerito agisce un po' come una spinta mirata all’organismo stesso verso la guarigione. Il limite di questo metodo non allopatico è la relativa difficoltà a prescrivere il rimedio esatto tra centinaia di possibilità per ogni singola problematica, perché è la totalità dei sintomi e della personalità del paziente che guida la scelta, e non solo uno o 2 sintomi. L’omeopatia viene usata come combinazione di rimedi già pronti per curare in maniera più semplice, o come unicum, centrando il rimedio esatto dopo un’approfondita anamnesi. Lavorando sulla capacità dell’organismo di autoguarirsi il risultato è spesso più duraturo di un farmaco che generalmente sopprime il sintomo ma non cura la causa.
Tutte queste proprietà dell’acqua sono utilizzate nello yoga e nei percorsi spirituali da sempre, grazie all’acqua che conteniamo nel corpo e al suono che la fa vibrare; il canto, i mantra, le affermazioni positive sono tutti modi di “informare” l’acqua che pervade ogni cellula. È facile capire come questo ci inviti a scegliere con cura ciò che creiamo con la nostra voce, e la grande potenzialità di pratiche come il canto dei Veda e il canto della Om. Anche la musica ha uno splendido effetto in noi, e tutti gli esseri viventi reagiscono con evidenza al suo ascolto, piante comprese, come dimostrano molti esperimenti e realtà consolidate nel mondo rurale.
L’acqua è l’elemento abbinato al secondo chakra, Swadisthana, assieme al colore arancione, alle emozioni, alla funzione riproduttiva, al gusto, all’essere in coppia, alla luna e al subconscio, al fluire, all’adattarsi.
Nei Veda c’è un bellissimo inno dedicato nel momento dell’offerta dei fiori alla divinità, in cui l’acqua è vista come principio vitale primario, la base e l'origine di tutto il creato, la sorgente da cui nascono e a cui tornano la luna, il sole, le stelle e la vita stessa, il simbolo dell’Amore stesso, che è un altro nome di Dio.
Cantare il Mantra Puṣpam accompagna la mente a trovare dimora nell’acqua: in ciò che per sua natura fluisce, ma allo stesso tempo protegge e nutre la vita. Dimorare nell’acqua significa accettare i cambiamenti inevitabili e sviluppare la capacità di fluire con essi, senza perdere stabilità. Anche nella visione ayurvedica l’acqua è un veicolo di guarigione e può essere caricata con le vibrazioni dei mantra; per questo il Mantra Puṣpam è tradizionalmente considerato un canto di protezione, nutrimento e benedizione, capace di sostenere profondamente la pratica meditativa.
Vi lascio quindi, dopo questo viaggio dalla scienza allo spirito, con questo bellissimo inno, il Mantra Puṣpam.
https://youtu.be/odmr8-x_iTE?si=uJUyIy6i5ARiVA6X
Laura Sabbadin
Insegnante di Yoga e ai Valori Umani