Festival della Pace

PACE SIGNIFICA ESSERE UN MEMBRO DELLA FAMIGLIA MONDIALE

 

“La musica esprime ciò che non può essere espresso a parole e ciò che non può rimanere in silenzio.”
Victor Hugo


La musica è un mezzo per sperimentare la pace interiore, con le sue melodie ci fa dimenticare la vita frenetica e ci fa vivere nel presente in armonia.

Domenica 28 aprile 2019, presso la Mother Sai House di Varallo Pombia (NO), si è svolto il primo Festival musicale della Pace intitolato “Pace significa essere un membro della famiglia mondiale”.

Allo spettacolo era presente   Alberto Pilone Sindaco di Varallo Pombia.

Il concerto si è tenuto nell'Auditorium della struttura, solitamente usato per altre attività, tra cui gli incontri mensili con i disabili del “Progetto Sollievo.”

Magnifiche vetrate facevano da sfondo al palco, dove i musicisti si sono esibiti; da esse era possibile ammirare l'intenso colore verde degli alberi del bosco. Una leggera brezza provocava un lieve e delicato movimento delle foglie, che sembrava quasi in accordo con le note musicali, che intrattenevano gli spettatori presenti.

Il concerto è stato aperto da un duo pianistico di fama internazionale, composto da Laura e Beatrice Puiu, le quali hanno proposto brani arrangiati da loro di autori tra i più famosi, quali Bela Bartok e George Gershwin.

Enrico Negro, voce italiana e chitarra acustica, ha suonato musiche di E. Satie e C. Monteverdi ed alcuni pezzi musicali composti da lui, tratti dalla sua ultima pubblicazione.

Si è poi esibito Luca Giugno, chitarrista di estrazione jazz, musicista, compositore, cantante eclettico, il quale ha saputo coinvolgere il pubblico con l’abilità nel suonare la chitarra, anche con ritmi di musica latina; a lui si è aggiunto Mario Ghislandi con il suo sassofono, insieme hanno offerto una sorprendente e vivace esibizione.

Per ultimo Adalberto Zappalà, famoso sitarista italiano, ha coinvolto i presenti con tre diversi “raga” tradizionali della musica indiana.

Il concerto si è chiuso con la famosa canzone “Imagine” di John Lennon, che ha visto tutti i musicisti accompagnare con i propri strumenti la voce suadente di Giuseppina Soffientini, in un'atmosfera di grande armonia.

Un fragoroso applauso finale del pubblico, commosso e felice per il pomeriggio trascorso in unità, ha salutato l'epilogo dell'evento, che ha lasciato in tutti i presenti un sentimento di felicità e pace.

Prima dei saluti finali, è stato offerto al pubblico e agli artisti un piccolo rinfresco.

Cinzia P. Lutti

Responsabile dell’evento

Redazione

Progetto Sai Vivere

Sito web: www.saivivere.it

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