Il cambiamento: l'unica costante della nostra esistenza

Tutto nel mondo è transitorio, niente è permanente: solamente l’invisibile Principio Atmico è vero ed eterno. [1]

Tutto intorno a noi è in uno stato costante di cambiamento e niente potrà mai trattenere questa forza importante ed inevitabile. Essa governa l’esistenza dell’uomo e dell’universo intero.

Saluti a Te, Oh Narayani, Tu che, nella forma dei minuti, dei momenti e delle altre divisioni di tempo, provochi il cambiamento nelle cose e hai (così) il potere di distruggere l'universo.[2]

Il cambiamento è un principio fondamentale della creazione. Ogni cosa ha il suo tempo e non c'è niente su questa terra che duri per sempre. Ogni situazione, ogni persona, ogni evento è in un flusso costante.

Ciò che è un cratere oggi, era una montagna prima; ciò che è una montagna oggi, diventerà un buco nella terra tra breve. Ciò che è una densa foresta oggi, viene presto trasformata in una grande città; ciò che è suolo fertile ora, diventerà arido deserto. Simile è il cambiamento nel proprio corpo, nel proprio stile di vita e nella propria fortuna. Questo ciclo di vita e morte sembra essere un esperto danzatore il cui vestito è fatto di anime viventi e i cui passi di danza consistono nell’elevare le anime al cielo, abbatterle all’inferno o riportarle su questa terra. [3]

Il cambiamento è un dato inevitabile della vita e una delle cose più difficili da accettare. Così resistiamo a ciò che è ed, inevitabilmente, soffriamo, mentre basterebbe lasciarci andare al fluire degli eventi, senza resistere, ricordandoci che se le circostanze esterne non possono essere modificate, possiamo scegliere il modo in cui noi rispondiamo alle varie situazioni: possiamo accettare con facilità i cambiamenti che accadono, oppure possiamo scegliere di fare resistenza, di opporci con tutte le nostre forze e cadere nel dolore.

Gesù esprime il giusto atteggiamento mentale nei confronti del cambiamento, attraverso una metafora:

Non si mette del vino nuovo in otri vecchi, altrimenti gli otri si rompono; si mette il vino nuovo in otri nuovi, così si conservano entrambi. [4]

L’otre che deve contenere il vino è la nostra mente e se c’è una resistenza al cambiamento, questa resistenza provocherà inevitabilmente la sofferenza.
Una zucca fresca affonda nell’acqua ma se è secca galleggia. Diventate secchi, liberatevi degli attaccamenti, dei desideri, delle ansie e delle preoccupazioni: potrete galleggiare indisturbati sulle acque del cambiamento e della possibilità. [5]

Suzuki Roshi disse che la rinuncia non consiste nel fare a meno delle cose di questo mondo, ma nell’accettare che se ne vadano via, poiché tutto è impermanente e la rinuncia è uno stato di non attaccamento, di accettazione di questa trasformazione. L’impermanenza è, in effetti, solo un altro nome della perfezione. La distruzione è necessaria, perché senza di essa non ci potrebbe essere nuova vita e non potrebbe esistere la meraviglia del cambiamento costante.

La paura che il mutamento suscita in noi, la paura che niente sia reale e che niente duri, si rivela la nostra migliore amica, infatti ci porta ad indagare: “Se tutto muore e cambia, che cos'è reale? C'è, oltre le apparenze, qualcosa di infinito e immensamente vasto, qualcosa entro cui avviene la danza del cambiamento? C'è qualcosa a cui poterci appoggiare, che sopravvive al fenomeno chiamato morte?”

Non c'è una ruota che gira, né materia sottoposta al cambiamento e alla trasformazione. Tutte queste sono soltanto apparizioni nello spazio o piano della Coscienza Infinita. Proprio come nello spazio cosmico sembra esistere lo spazio chiamato casa e un altro chiamato vaso, tutti questi 'mondi' sembrano esistere nell'Infinito che è Indivisibile e che non attraversa perciò nessuna diminuzione. [6]

Nessuno può apportare un cambiamento nella Divinità. Possono avvenire dei cambiamenti in voi ma non nel vostro Atma che è privo di attributi, immacolato, dimora finale, eterno, puro, illuminato, libero e incarnazione della sacralità. [7]
L'Atma è l'unica realtà permanente. L'Atma è immutabile e il resto è mutevole. [8]

Per affrontare e gestire al meglio il cambiamento, gli imprevisti e tutto ciò che è al di fuori del nostro controllo, dobbiamo imparare a seguire il flusso della vita.
Seguire il flusso significa accettare l’imprevisto e considerarlo come un’opportunità di crescita. Significa accettare il cambiamento e l’imprevisto come parte naturale dell’esistenza. Significa prendere dalla vita ciò che ci offre, piuttosto che desiderare che sia come noi vorremmo.

Non c’è un istante in cui tutto resti fermo e non cambi. La vita è un flusso continuo di cui, attraverso la meditazione, diventiamo consapevoli. E allora non c’è niente altro da fare che entrare nel flusso. Tutto cambia; tutto cede il posto e va. [9]

La vita è una serie di cambiamenti naturali e spontanei. Non opporvi resistenza, avresti solo dispiaceri. Lascia che la realtà sia realtà. Lascia che le cose fluiscano naturalmente verso la propria direzione. [10]

Insegnante di Yoga e Formatrice
Carla Gabbani


[1] Sathya Sai, Pensiero del 19 Luglio 2009
[2] Devi Mahatmya, Cap.XI, Inno a Narayani
[3]Yoga Vasishta, Cap. I, Il Distacco
[4] Vangelo di Matteo 9 -17
[5] Sathya Sai, Discorso del 17 Ottobre 1966
[6] Yoga Vasistha, vol. II – La storia della roccia
[7] Sathya Sai, Discorso del 22 Novembre 2007
[8] Sathya Sai, Discorso del 19 novembre 1999
[9] Euripide
[10] Lao Tzu

Carla Gabbani

Educatrice

Sito web: www.saivivere.it
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