Gli aspetti evolutivi dell’adolescenza. Cosa fare? - Prima parte
L’adolescenza è un momento straordinario nella vita dei nostri figli e anche nella nostra di genitori. I cambiamenti che avvengono nel corpo, nel cervello, nella mente dei nostri ragazzi sono incredibili e sorprendenti. È necessario esserne consapevoli per stare accanto a loro nel modo giusto.
Intanto possiamo affermare che non è facile assistere ai loro cambiamenti d’umore, alle loro “esternazioni” senza rimanerne spiazzati, colti da una certa sensazione di impotenza. Ma il nostro senso di responsabilità ci suggerisce che dobbiamo cercare di comprendere cosa avviene.
Per essere efficace, il genitore, più che evitare gli errori (cosa impossibile), dovrebbe mettersi in discussione e fare, come si suol dire “di necessità virtù”, modificando il proprio approccio educativo in base alle circostanze. La sua credibilità e autorevolezza dipenderanno in gran misura dalla sua capacità di adeguarsi al nuovo ruolo di educatore.
Ricordiamo, intanto, che nel cervello degli adolescenti si sviluppa più velocemente la parte preposta alle emozioni (amigdala) rispetto alla corteccia prefrontale responsabile delle scelte razionali e della logica. Questo spiega la loro forte emotività e il modo impulsivo di reagire di fronte alle difficoltà e agli ostacoli, oltre al fatto che, spesso, non riescano a cogliere le conseguenze delle loro azioni e a riflettere sui rischi che corrono. Inoltre si afferma in loro quello che si può definire “pensiero onnipotente” che li porta a credere di poter controllare in ogni momento la propria realtà. Perciò può capitare che si accostino ad abitudini malsane, sicuri di potersene allontanare a piacimento, mentre potrebbero incorrere in quelle che diventano delle vere e proprie dipendenze.
Si sviluppano, inoltre, i seguenti tratti caratteriali:
L’ atteggiamento egocentrico, in quanto gli adolescenti, in genere, considerano solo il proprio punto di vista;
La tendenza a sperimentare, sperimentarsi e trasgredire;
Il bisogno di confrontarsi con l’adulto e quindi una possibile tendenza al conflitto (vista la loro dimensione egocentrica).
È bene ricordare, comunque, che, attraverso la discussione e la dialettica, i ragazzi imparano a conoscere loro stessi e a sviluppare un pensiero critico.
Dal punto di vista fisico il loro corpo si trasforma. Si sviluppa la massa corporea, si sviluppano gli organi di riproduzione e i relativi ormoni. Tutto questo, se non c’è stata un’adeguata preparazione da parte dei genitori e/o di adulti competenti, può creare disorientamento e ansia nei giovani. Come conseguenza, l’adolescente accetterà serenamente i cambiamenti che avvengono nel suo corpo se è stato preparato adeguatamente, mentre potrà avere frustrazione per le aspettative deluse, con possibili disturbi alimentari, manipolazioni con tatuaggi, piercing o interventi di chirurgia plastica. Oggi sembrano aumentare le difficoltà ad accettare il proprio corpo, anche a causa del confronto che i ragazzi fanno con i modelli presenti nei social e nella pubblicità.
L’adolescente manifesta la necessità di costruirsi nuovi modelli di comportamento rispetto a quelli proposti dai genitori. È fisiologico che egli ricerchi la propria autonomia staccandosi dalla dipendenza dai genitori. Il luogo privilegiato è il gruppo dei pari, non più la famiglia. Questo distacco può rattristare ma bisogna pensare che è giusto così: i nostri figli devono formarsi una loro identità sociale perché si preparano a vivere, appunto, nella società.
Non è che svanisce l’autorità adulta, ma perde il suo alone e il suo fascino di onnipotenza per diventare un limite da superare. 1
Cosa fare di fronte a questi improvvisi cambiamenti? Come intervenire senza rischiare che si crei un muro di silenzio e distanza tra noi e loro?
In questo periodo, che può durare anni, è cruciale il gioco di squadra tra madre e padre. Mentre il ruolo materno è stato fondamentale negli anni dell’infanzia, ora diventa importante quello del padre. Non è che la madre non abbia più un ruolo da giocare, anzi, la sua affettività, l’accoglienza e il sostegno nei momenti di crisi sono doti preziose, ma il testimone deve essere passato al padre per quanto riguarda la fissazione di regole e limiti e il richiamo al senso di responsabilità. Ovviamente, anche la madre può svolgere tali compiti. Si tratta sempre di considerare le differenze non solo di genere ma anche caratteriali tra i due genitori.
Rigore e affetto: un gioco di squadra che nella coppia educativa va assolutamente presidiato…ma il rigore non può essere dispotismo, non può essere rabbia, non può essere urla, non può essere punizione. La dialettica tra materno e paterno in adolescenza consente proprio questo.2
In caso di mancato rispetto delle regole e dei limiti (che vanno, comunque, concordati con il figlio per responsabilizzarlo e abituarlo gradualmente all’autonomia), più che ricorrere alla punizione è bene prevedere la “riparazione”. Ad esempio, se la regola concordata e disattesa era quella di riordinare la propria stanza, gli potremmo dare, come esercizio di riparazione, il compito di pulirla oltre che riordinarla. Naturalmente, è bene che anche le eventuali “riparazioni” vengano concordate con i ragazzi.
È bene chiedersi se, come genitori, stiamo preparando i nostri ragazzi al loro ruolo nella vita.
Stiamo insegnando loro che le loro azioni sono le fondamenta su cui si costruiscono l’integrità, la responsabilità, l’onestà, l’onore, il rispetto, l’umiltà, le qualità importanti per il loro progresso spirituale e per la loro autostima? Se non imparano a subire le conseguenze delle loro azioni e si aspettano che voi copriate i loro errori, stagneranno spiritualmente (e umanamente). Questa lezione deve essere impartita dalla nascita. 3
Noi genitori di oggi possiamo incontrare delle difficoltà a stabilire delle regole e a farle rispettare. Spesso dobbiamo discutere e, a volte, i nostri figli riescono ad avere il sopravvento perché ci prendono per stanchezza, ma è bene ricordare che la disciplina è necessaria e prepara i giovani ad inserirsi in modo consapevole e sano nella vita sociale. Senza il rodaggio che faranno con noi avranno serie difficoltà ad inserirsi nella società in modo soddisfacente.
La disciplina ti allena ad affrontare le delusioni, e saprai che la vita ha alti e bassi.4
La conoscenza può essere data dall’insegnante, ma la disciplina, il rigoroso controllo dei sensi e del comportamento devono essere compito dei genitori. 5
Bruna Caroli
Professoressa in Economia, Psicologa, Mediatrice e Armonizzatrice familiare, Educatrice ai Valori Umani
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1 Daniele Novara, Mollami, BUR Rizzoli, 2025, pag. 37
2 Ibidem pag. 120
3 Rita Bruce, Sathya Sai Baba e l’Educazione dei Figli, 2004, Mother Sai Publications, pag.86
4 Sathya Sai, I Discorsi di Sai, citato in: Rita Bruce, Sathya Sai Baba e l’Educazione dei Figli, Mother Sai Publications, 2004, pag.87
5 Sathya Sai, Educazione ai Valori Umani, Edizioni Milesi, 1998, pag. 133