I gatti

I gatti creature misteriose, libere e silenziosamente rivoluzionarie.
In ogni loro sguardo un frammento di infinito.
In ogni loro passo una sinfonia che non ha bisogno di spartito.
Celebriamo la loro magia e la loro ostinata meravigliosa indipendenza.
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Il gatto appartiene alla famiglia dei felidi, è di indole territoriale e crepuscolare e per comunicare utilizza più di 16 vocalizzi, le fusa, le posizioni del corpo e i ferormoni. È in grado di manipolare complessi meccanismi come le maniglie delle porte o le chiusure delle gabbie.

Ha i sensi dell'udito e dell'olfatto particolarmente sviluppati. Percepisce, infatti, il mondo in modo diverso dagli esseri umani tanto che gli vengono attribuiti “poteri soprannaturali”: percepisce sia gli ultrasuoni che gli infrasuoni per cui è in grado di avvertire in anticipo catastrofi e terremoti. Non è ancora chiaro come il gatto riesca a trovare la strada di casa anche se posto a molti chilometri di distanza.

Una curiosità

Secondo la leggenda, Maometto adottò una gatta soriana, Muezza, che lo aveva salvato dopo essere stato morso da un serpente. Per amore per la sua gatta, Maometto concesse ai felini non solo di cadere sulle quattro zampe, ma anche la facoltà di vedere sia il mondo terreno che ultraterreno.

Il gatto, in realtà, percepisce le nostre emozioni e i nostri stati d'animo più profondamente delle persone: è in grado di vedere dentro e fuori l'umano. Quando nella sua area c'è qualcuno che non ama i gatti, lui lo percepisce e di conseguenza può attaccarlo o ignorarlo se mostra di non gradirlo significa che vede in lui un lato oscuro.

Se evita il suo compagno umano, forse questi sta attraversando un periodo energetico debole. Invece, se dorme su di te, sta purificando l'energia dello spazio dalle negatività. Il gatto è una creatura enigmatica, antenna del mistero, custode di saperi ancestrali. Secondo Rudolf Steiner, padre dell'antroposofia, tutti gli animali sono importanti nel nostro percorso evolutivo e, in particolare i gatti, che incarnano un'indipendenza ed un'intuizione che ci invitano a riflettere sulla nostra stessa esistenza. La loro capacità di vivere nel momento è una lezione per noi che siamo intrappolati nel passato o nel futuro.

Il rapporto con il nostro gatto trascende la semplice compagnia: è una lezione animica un riconoscimento reciproco a un livello profondo. Condividiamo uno spazio sacro, un'energia che ci nutre e ci protegge. Impariamo dal loro silenzio, osserviamo la loro saggezza. La loro energia, come quella di tutti gli animali, è molto vicina alla fonte originaria di ogni cosa, potremmo dire più divini di noi, perché hanno meno veli, meno corpi energetici sviluppati. Per la loro intima connessione con il divino, sono come un ponte che ci collega ad una dimensione più ampia.

Nell'antico Egitto, chiunque uccidesse un gatto anche se per errore, poteva essere condannato a morte. La pena era molto severa perché i gatti erano considerati sacri, associati alla dea Bastet e considerati protettori della famiglia, della fertilità e della prosperità.

Anna Leone
Insegnante di Inglese ed Educatrice ai Valori Umani

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1 Giovanni Allevi

Redazione

Progetto Sai Vivere

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