Spiritualità e salute

Il sintomo guarisce l’uomo, realizzando nel corpo ciò che manca alla coscienza. (1)

Spiritualità e salute sono due mondi apparentemente diversi, ma allo stesso tempo così intimamente legati, da influenzarsi l’un l’altro. Per cercare di capire meglio questa connessione, analizziamo i due termini.

Che cosa si intende per spiritualità?

Non siamo esseri umani che vivono un'esperienza spirituale, siamo esseri spirituali che vivono un'esperienza umana. (2)

Per spiritualità si intende la ricerca del Divino all'interno di sé, la capacità di una persona di comprendere se stessa, di trovare le risposte alle domande: “Chi sono? Da dove provengo? Dove vado? Qual è il senso della vita?

Grazie alla spiritualità una persona è in grado di avere un atteggiamento cosciente e responsabile nei confronti di se stessa e il resto del mondo.

La spiritualità porta armonia ed equilibrio tra corpo, mente e spirito. Essa non è legata a dogmi religiosi, ma si basa sulla esperienza personale.

Che cos’è la spiritualità? È il tentativo risoluto di raggiungere la Consapevolezza Cosmica. La spiritualità si propone di render l’individuo capace di manifestare in tutta la sua pienezza la Consapevolezza Cosmica Divina presente sia fuori che dentro se stesso. Questo significa liberarsi della propria natura animale e sviluppare le tendenze divine, abbattere le barriere tra Dio e la Natura e riconoscere la Loro unità fondamentale. (3)

Che cos’è la salute?

Una recente definizione di salute emanata dalla Organizzazione Mondiale per la Sanità dice che l’uomo dovrebbe essere sano fisicamente, mentalmente, emotivamente e socialmente, quindi la sola assenza della malattia non vuol dire essere in salute e per poter godere appieno di uno stato di benessere, bisogna considerare anche l’aspetto spirituale.

“Lo stato di salute è la risonanza fra l’energia che anima il corpo (anima) e il corpo fisico, in cui il sistema difensivo (energia vitale) lavora perfettamente per affrontare gli stimoli interni ed esterni e riportare il corpo nello stato di omeostasi*. La risonanza è disturbata dai conflitti psicologici.

Il sistema difensivo è disturbato dallo stress e dallo stile di vita sbagliato.” (4)

*Omeostasi: equilibrio dinamico in cui il sistema funziona con il minimo dispendio di energia

L’uomo è formato dai tre corpi: grossolano, che corrisponde al corpo fisico; sottile, che è collegato alla mente e causale, che coincide con l’anima.

Al di là di questi corpi vi è il Quarto stato, in cui si realizza il Sé e l’unione con l’Assoluto.

Corpo, mente e anima sono le strutture portanti della nostra individualità, senza le quali non potremmo manifestarci e realizzare il nostro progetto di vita.

Proprio come abbiamo avuto bisogno di un padre e di una madre per scendere su questo piano fisico, così, per proseguire il viaggio, non possiamo fare a meno di questi tre corpi che fanno, inscindibilmente, parte di noi come una famiglia interiore da cui dipendono la nostra sopravvivenza, la nostra salute, il nostro benessere, la nostra realizzazione.

L'anima è il punto focale dove trova coscienza, memoria e sensibilità l'intero racconto in cui siamo immersi e che chiamiamo vita.

Essa ha molti modi di comunicare con noi, ma il suo modo preferito è parlarci attraverso l’intuizione. Se non riesce a raggiungerci in questo modo, saremo allertati dalle nostre emozioni, che parlano un linguaggio più forte. Esse ci mostrano chiaramente che dobbiamo guardarci dentro e scoprire che cos'è che innesca quella specifica reazione emotiva e che cosa significa per noi. Se ascolteremo attentamente, l'anima ce lo dirà. Se resistiamo o neghiamo le nostre emozioni, allora l'anima ci parlerà attraverso il corpo.

La malattia, sia fisica che psicologica, non è altro che un riflesso distorto di possibilità divine. L’anima, che cerca la piena espressione di un aspetto divino o di una realtà spirituale interiore e ne è impedita, determina nella sostanza dei suoi involucri un punto di attrito. Su questo punto sono focalizzati gli occhi della personalità e ciò conduce alla malattia. (5)

Per questo quando appare un sintomo, è importante fermarsi ed ascoltarlo, per scoprire realmente cosa ci stia dicendo quel dolore o quel fastidio, in quel momento della vita. Sicuramente ci sta dando un messaggio importante che non vogliamo ascoltare e cerchiamo di arrestarlo in tutti i modi, ma così stiamo solo soffocando gli effetti non le cause.

Non dobbiamo avere paura della malattia, del dolore perché essi ci stanno raccontando qualcosa su di noi che viene dall’anima.

Ogni malattia, quindi, è sempre un messaggio che proviene dalla nostra anima attraverso il corpo. L’anima ha un progetto da realizzare ed entra in conflitto con la personalità (formata dal corpo e dalla mente) che cerca di ostacolarla. Da qui nasce la disarmonia che porta alla malattia.

Più la malattia è grave e lunga e più siamo distanti da noi stessi, immersi nella mente e nella confusione del mondo. Quando il corpo soffre, quando il cuore soffre, quando la nostra interiorità sta male, significa che ci siamo persi, ci siamo allontanati dai nostri bisogni, dalla vita, dall’esistenza. Possiamo definire la malattia come la distanza che ci separa dall’anima e dai suoi progetti in questa vita.

Quindi la malattia non riguarda solo l'aspetto biologico, ma si lega alla vicenda esistenziale dell'uomo, è come un “messaggio cifrato”, un sintomo o un insieme di sintomi che sono i segnali e anche le chiavi interpretative dei nostri bisogni profondi, intimi, dei nostri vuoti dell’anima che esprime la sofferenza o la necessità di crescere attraverso il corpo. Comprendendo questi segnali si possono risvegliare in noi le forze dell’autoguarigione, che ci consentono non solo di guarire più velocemente, ma anche di evolverci spiritualmente.

In sostanza, le malattie nella vita verrebbero per indicarci il punto esatto in cui ci troviamo e per darci suggerimenti sulla direzione da prendere.

La malattia non è una crudeltà in sé, né una punizione, ma solo ed esclusivamente un correttivo, uno strumento di cui la nostra anima si serve per indicarci i nostri errori, per trattenerci da sbagli più gravi, per impedirci di suscitare maggiori ombre e per ricondurci sulla via della verità e della luce, dalla quale non avremmo mai dovuto scostarci. (6)

 
Carla Gabbani
Insegnante di yoga e formatrice

 

  1. Thorwald Dethlefsen
  2. Pierre Teilhard de Chardin
  3. Sathya Sai, pensiero del giorno 19/9/2010
  4. Nader Butto
  5. Alice Bailey “Il Trattato dei Sette Raggi” Vol. 4 – Guarigione Esoterica 
  6. Edward Bach

 

 

 

 

Carla Gabbani

Educatrice

Sito web: www.saivivere.it
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