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Flamenco e danza indiana

Flamenco e danza indiana movimenti, ispirazioni e colore

In Spagna, mi invitarono ad assistere ad una performance di danza chiamata Flamenco, famoso in Andalusia nel XVIII secolo e in altre regioni come l'Estremadura e Murcia.

Il Flamenco ricevette influenze dalla cultura gitana, indiana, araba, ebraica e spagnola.

Mi sedetti, per assistere alla performance e prestai molta attenzione, stavo connessa con la danza e con il mio quaderno degli schizzi sottomano, ed ad un tratto, osservando e disegnando, trovai delle analogie con le danze indiane di Bharatanatyam, (le cui origini risalgono alla fine del XIX secolo) a cui avevo assistito in India.


Joaquin Sorolla
-Siviglia la danza (1915)

Questa correlazione nella danza, mi lasciò esterrefatta. In entrambi le danze, le danzatrici, si fondevano con la musica ed i suoi ritmi ed i loro corpi, divenendo strumento di espressione per la terra nel Flamenco e, nella Danza indiana nella spiritualità.

Confrontando le due rappresentazioni e trovando delle similitudini, nei movimenti delle braccia e nella postura del corpo, feci poi una ricerca in internet e scoprii che il popolo rom, era migrato dall’India e poi giunto in Spagna, dove hanno poi espresso il Flamenco.

Diciamo che il flamenco è una rappresentazione frenetica, è una narrazione fatta di battiti di mani, talloni e giravolte. Le stesse posizioni delle braccia, si colgono nella danza indiana, dove vengono accompagnate dai movimenti delle sopracciglia.

Sia in India che in Spagna, sono danze definibili come espressioni artistiche, di movimento, spesso le danzatrici sono accompagnate dal canto e dalla musica.


I movimenti dei piedi nel Flamenco definiscono il ritmo della danza a volte un crescente battito forte di talloni, le mani con il loro movimento, anche con l’uso di accessori: il ventaglio, le nacchere e gli scialli, che divengono con le frange una continua rotazione.

Tutto diviene rappresentazione diretta della danza con l’aggiunta del movimento secondo un piano prestabilito, detto coreografia, nel caso della danza indiana tutto il movimento corporeo è più lento, si aggiunge l‘espressione dei Mudra (linguaggio delle mani) e gesti simbolici rappresentativi. Natarajasana: nata (नट), "danza"; raja (राTज), "re" o "signore"; e asana (आसन), "posizione". La traduzione letterale è "la posizione del signore della danza". Quel signore è Shiva nella sua forma danzante, tradizionalmente conosciuto come Nataraja.

I quattro elementi fondamentali della danza sono il corpo, lo spazio, il tempo e l’energia, questi elementi si intrecciano per dare forma a qualsiasi espressione coreografica.

La visione di queste danze, a volte con i loro movimenti aerei, ti conducono al qui ed ora, ti incolla al presente.

Ti senti come libero, ti senti aperto, un ritorno a te stessa. È un susseguirsi di momenti in crescendo…gli occhi rimangono stupiti, ti senti come trasportata dalla vita senza concettualizzarla. Una connessione con il nostro essere umano.


Raja Ravi Varma
(1848–1906): Pittore indiano
Ha saputo catturare il realismo delle danzatrici di Bharatanatyam nei loro costumi tradizionali.

La danza è l’energia dell’anima fatta visibile. La musica ti accompagna alla visione dei movimenti, riscopri i corpi e le loro proporzioni.
La postura nella danza è molto importante per poi coordinare movimenti. L’Anima della danzatrice vive in tutto il suo corpo. 1

La stessa corrente di vita che scorre nelle mie vene, notte e giorno scorre per il mondo e danza in ritmica misura.
È la stessa vita che germoglia gioiosa attraverso polvere negli infiniti fili dell’erba 
e prorompe in onde tumultuose di foglie e di fiori. 2

La Danzatrice di Khalil Gibran

C’era una volta una danzatrice che con i suoi musicisti era arrivata alla corte del principe di Birkasha. Ammessa a corte, danzò davanti al principe al suono del liuto, del flauto e della cetra.

Ballò la danza delle fiamme e la danza delle spade e delle lance; danzò la danza delle stelle e la danza dell’universo. E infine, la danza dei fiori nel vento.

Poi si fermò davanti al trono del principe e chinò il corpo davanti a lui. Il principe le chiese di avvicinarsi e disse: “Bella donna, figlia della grazia e del talento, da quando esiste la tua arte? E come fai a dominare tutti gli elementi con i tuoi ritmi e le tue canzoni?”

E la danzatrice, inchinandosi di nuovo al principe. Disse: “Potente e graziosa Maestà, non conosco la risposta alle vostre domande. So solo questo: l’anima del filosofo risiede nella sua testa; l’anima del poeta nel suo cuore; ma l’anima della danzatrice vibra in tutto il suo corpo”.


Joaquin Sorolla
pittore spagnolo attraverso i suoi dipinti, intendeva riflettere le tradizioni folkloristiche delle diverse regioni geografiche della Spagna.

Piccolo laboratorio creativo per un disegno rapido

 

Prepariamo il nostro materiale: un foglio dove schizzare la forma del corpo che danza, che vogliamo rappresentare, una matita, una gomma ed una penna.

Lo schizzo è un disegno rapido, ci introduce alla conoscenza, attenta dei movimenti e di come è strutturato il corpo, testa, collo, tronco, addome, braccia, mani, gambe, e piedi. Un disegno abbozzato con pochi tratti essenziali.

Se, vogliamo realizzare uno schizzo, dapprima disegneremo una forma geometrica di base, per racchiudere il nostro disegno, poi una seconda ed una terza per avvicinarci alla forma reale.

Oppure, possiamo tentare. di disegnare direttamente la forma aggiungendo pian piano i dettagli.

 

Attraverso la realizzazione di un disegno, di una forma umana, ci porta, alla presa di coscienza, di sé e pone il disegnatore a smuovere qualcosa nell’inconscio, l’individuo pian piano si sentirà in armonia con se stesso-a.

Considerare le proporzioni e l’anatomia, delle varie parti che compongono il corpo degli esseri viventi, può essere interessante.

Esercitare, l’osservazione e l’attenzione ai particolari. Attraverso il disegno, ci riconduciamo al corpo che è il nostro tempio, e questa azione creativa, ci può portare a diverse riflessioni, quanto viviamo pienamente il nostro corpo e cosa esso ci permette di fare; inoltre, scopriamo che il nostro corpo dispone di informazioni preziose, per la crescita personale.

Infine, i grandi artisti come il Dürer, Leonardo ecc. si dedicarono alla definizione delle proporzioni armoniose della figura umana. Attualmente, tale definizione si basa principalmente sul canone greco.

La danza è una forma di comunicazione non verbale che supera le barriere linguistiche e culturali. È un modo per raccontare storie, esprimere emozioni e connettersi con gli altri a un livello profondo. La danza permette ai ballerini di esprimere ciò che non può essere detto con le parole, di trasmettere gioia, tristezza, passione e speranza attraverso il movimento del corpo.3

La danza non è un esercizio. È uno stato dell’anima che esce attraverso il movimento. 4

Tiziana Mesiano
Pittrice ed Educatrice ai Valori Umani

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Note:

  1. Isadora Duncan
  2. Rabindranath Tagor
  3. Alvin Aile
  4. Antonio Gades

 

Redazione

Progetto Sai Vivere

Sito web: www.saivivere.it

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