La storia di Enzo Maiorca

L’AMORE, quell’energia misteriosa che unisce l’uomo a tutti gli esseri viventi

Enzo Maiorca è stato un grande apneista italiano, morto nel 2013 a 85 anni. È stato un vegetariano dichiarato. In proposito, ha spiegato in un'intervista come abbandonò la pesca subacquea.

“È avvenuto tutto all'improvviso. Mi ero immerso in una secca poco lontana dal capo, che protendendosi verso il mare aperto, chiude a sud la baia di Siracusa. Quella mattina mi accadde di arpionare una cernia. Una cernia robusta, combattiva. Si scatenò sul fondo una vera e propria lotta titanica fra la cernia che pretendeva di salvare la sua vita e me che pretendevo di togliergliela. La cernia era incastrata in una cavità fra due pareti; cercando di rendermi conto della sua posizione passai la mano destra lungo il suo ventre. Il suo cuore pulsava terrorizzato, impazzito dalla paura. E con quel pulsare di sangue ho capito che stavo uccidendo un essere vivente. Da allora il mio fucile subacqueo giace come un relitto, un reperto archeologico impolverato nella cantina di casa mia. Era il 1967.” Dopo questo episodio a Maiorca non mancarono le possibilità di coltivare giorno dopo giorno l’amore per gli esseri marini, in particolare ha suscitato grande interesse e meraviglia un episodio che dimostra quanto sia profonda l’intelligenza dei delfini che spesso riescono a comunicare anche con gli esseri umani.

Enzo Maiorca immerso nel caldo mare di Siracusa parlava a poca distanza con la figlia Rossana che era sulla barca pronta anch’essa ad immergersi, all’improvviso si sentì colpire leggermente alle spalle, si girò e vide un delfino. Capì subito che l’animale non voleva giocare, ma esprimere qualcos’altro. Il delfino infatti si allontanò e Maiorca lo seguì a nuoto. Poi l’animale si immerse e lo stesso fece Enzo, a circa 12 metri di profondità impigliato in una rete di una spadara abbandonata c’era un altro delfino. Maiorca emerse rapidamente e chiamò a gran voce la figlia perché lo raggiungesse con i due coltelli da sub che erano nella barca. In pochissimi minuti i due esperti sub riuscirono a liberare il delfino impigliato nella rete, il quale allo stremo delle sue forze riuscì ad emergere e, emettendo un quasi “grido umano”, così lo descrisse Maiorca, riuscì a respirare. (Un delfino può resistere sott’acqua non oltre 10 minuti, dopodiché affoga). Il delfino liberato restò un po’ stordito in acqua, controllato da Enzo, Rossana e l’altro delfino. Poi si riprese e, sorpresa! Si scoprì che era una delfina perché da lì a poco partorì un piccolo. Mamma e cucciolo si allontanarono mentre, il delfino maschio fece un giro intorno ai due umani e si fermò un attimo davanti ad Enzo Maiorca, gli diede un colpetto, come fosse un bacio, sulla sua guancia a mò di gratitudine e poi si allontanò. Questa meravigliosa storia commosse tutti i presenti che si alzarono in piedi per un lungo e caloroso applauso. Enzo Maiorca terminò il suo intervento dicendo che: “Fin quando l’uomo non avrà imparato a rispettare e a dialogare con il mondo animale, non potrà mai conoscere il suo vero ruolo su questa Terra.”

Per l’intervista con Maiorca vedi il seguente video al link di YouTube:

https://www.youtube.com/watch?v=o30ma7Es_BI&t=33s

Linda Colla
Insegnante di Matematica e Fisica ed Educatrice ai Valori Umani

Redazione

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